• 1200 DEMETRA 08 12 2015
  • 14032016 CONFERENZA DEMETRA
  • 210316 CONFERENZA ENG
  • 210316 CONFERENZA RUS
  • 1000 ROBERT STIRLING ENGLISH 09 02 16
  • 1000 STIRLING DEMETRA RUSSIAN 08022016
  • 1200 ASTANA DEMETRA ITALIAN
  • 1200 бDEMETRA ASTANA ENGLISH
  • 1200 DEMETRA ASTANA RUSSIAN
  • 1000 CINFAI ROVERETO VERS 2 16 02 2016

Workshop SIPS – IRCrES-CNR- “La Carta Europea dei ricercatori- e sua attuazione nella normativa e nella prassi gestionale italiana”

Workshop SIPS – IRCrES-CNR-
“La Carta Europea dei ricercatori-
e sua attuazione nella normativa e nella prassi gestionale italiana”
Roma, 16 dicembre 2015
 
 Work.jpg
 
 
 
SIPS e IRCReS CNR hanno organizzato unWorkshop dal titolo "Carta Europea dei Ricercatori e sua attuazione nella normativa e nellaprassi gestionale italiana" tenutosi il 16 dicembre 2015, alle ore 15 presso la Biblioteca Centrale del CNR, Piazzale A. Moro. 7, Roma.
Proposte e spunti
In riferimento all’attuazione delle  deleghe conferite dalla legge 7 agosto 2015, n.124, artt.13 e 11 e alla Raccomandazione Comm.2005/251/CE
  1. Premessa
Un’indicazione di ordine generale scaturita dai lavori del Workshop riguarda l’impostazione generale dei decreti delegati da emanare: occorre che venga esplicitato che la Carta e Europea dei Ricercatori viene adottata come fonte di normazione – salvo eventuali esplicite eccezioni - e non come mero Documento ispirativo di disposizioni regolamentari successive. Per cui appare opportuno che la disciplina che verrà contenuta nei decreti delegati rispetti l'ordinamento delle materie e la sequenza con cui esse sono trattate nella Carta. Altrettanto dicasi – seppure in forma più attenuata – per il documento “European Framework for Research Careers”.
 
  1. Aspetti organizzativi:
2.1. la modifica di taluni aspetti dell'ordinamento organizzativo degli istituti che gestiscono la R&S in Italia risulterebbe necessaria in ragione di quanto contenuto nella Carta. Tuttavia può essere opportuno disciplinare questo aspetto con decreto delegato  a valle degli altri.
 
2.2. Per memoria: problemi aperti su questo punto in riferimento alla Carta ma ancor più in relazione alla Risoluzione della 7° Commissione permanente – Senato – Doc.XXIV n.36, 7 ottobre 2014: Cabina di regia del Sistema Ricerca, Dipartimento della residenza del Consiglio, Agenzia, Fondazione equivalente a un Fondo   o organismo di gestione di tutte le attività scientifiche dei ricercatori.
 
2.3. Valutazione positiva (?) se l’Agenzia assumerà la mera funzione di coordinamento . dei finanziamenti e di ripartizione del Fondo per la ricerca scientifica e tecnologica (in tal caso da fare afferire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri). 
 
2.4. In aggiunta l'Agenzia potrebbe operare quale agente della contrattazione di settore relativamente al contratto nazionale del personale addetto alla  ricerca .
 
2.5. No all’Agenzia che gestisca le attività dei ricercatori .
 
2.6. In base a quanto dispone la Carta, va salvaguardato il principio che – indipendentemente dalla titolarità formale del datore di lavoro – la gestione del rapporto di lavoro non venga separato da quella attinente all'organizzazione e governo delle funzioni del ricercatore in modo che venga salvaguardato il principio della competenza scientifica. Sul punto dovrebbe quindi assumere preminenza la salvaguardia del criterio della connessione tra settore di competenza scientifica e organismo di programmazione e gestione delle attività in cui è inserito ed opera il ricercatore o tecnologo .
 
2.7. Per quanto sopra, nel Decreto delegato andrebbe esplicitato - sia agli  effetti organizzativo - gestionali che a quelli del rapporto di lavoro, di cui si dirà appresso - che i ricercatori vanno trattati  come professionisti e considerati inoltre come parte integrante della missione e della struttura delle  istituzioni in cui lavorano (Carta, 9).
 
2.8. Per necessità funzionali, lo stesso criterio dovrebbe guidare la disciplina che riguarderà i dirigenti delle amministrazioni universitarie e degli enti di ricerca (art.11, comma 1’, b. della Legge delega) che dovrebbero transitare nell’istituendo ruolo unico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Per cui  - in tal caso – quanto meno si preveda un comparto specifico all’interno di tale ruolo, strutturato sulla base delle capacità, delle esperienze professionali specifiche occorrenti alle destinazioni lavorative e alla gestione amministrativa delle attività di ricerca.
 
3) Profilo del ricercatore:
3.1. La normativa dovrebbe esplicitare che l'attività del ricercatore e di tecnologo si sostanzia in attività di carattere professionale, vuoi che essa venga svolta mediante rapporto libero professionale, vuoi nel contesto di rapporto di lavoro dipendente. Per cui il ricercatore va considerato, anche ai fini della rappresentatività negli organismi scientifici, come “parte integrante delle istituzioni” (Carta, 09) in cui esso presta la propria opera.
 
4) Rapporto di lavoro
4.1. Per facilitare il processo di formulazione e di'emanazione dei decreti delegati, potrebbe essere opportuno adottare provvedimenti separati onde distinguere le disposizioni che si applicheranno al personale degli EPR rispetto a quelle che sdetinate al personale delle università e istituti di istruzione superiore.
 
Per cui:
 
 
4.1. Assunzione dei ricercatori presso gli EPR: Esplicitazione del criterio che il Codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori (Sez. 2 della Carta) costituisce fonte di riferimento per gli enti e istituti di ricerca a carattere pubblico, nonché fondazioni.
 
4.2. Nella normativa da adottare può essere utile inserire una disposizione di indirizzo che miri a realizzare un mercato europeo del lavoro indirizzato ad assumere ricercatori di elevata qualità e a trattenerli in ambienti organizzativi predisposti ad agevolare le attività di ricerca e l’iniziativa del ricercatore professionista.-
 
4.3. Rammentando quanto già stabilito per legge  riguardo alla natura privatistica del rapporto  (DL-vo 30 marzo 2001, n.165, art.2, comma 2’), quanto meno per favorire la mobilità dei ricercatori e la portabilità  dei progetti,  va consolidato il carattere di unicità del contratto di lavoro per i dipendenti degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR).
 
4.4. e la specificità del comparto in attuazione del comma 1 dell’art.11 di cui trattasi.
 
4.5. Vanno inserite inoltre disposizioni di indirizzo alle Amministrazioni degli EPR affinché il contratto contenga clausole che riconoscano e favoriscano la natura professionale del rapporto di lavoro: sia esso svolto individualmente che in forma aggregata; nonché disposizioni rivolte a salvaguardare il funzionale svolgimento del lavoro di gruppo sia nelle attività scientifiche libere che in quelle programmate.
 
4.6. Per quanto riguarda l'identificazione del profilo di ricercatore e di tecnologo occorre attingere alle definizioni contenute nella Carta e nel Framework for Research Careers”.
 
 
5) Livelli di professionalità e qualificazioni professionali
 
5.1. In attuazione della Carta e per favorire il mercato europeo della ricerca, in sostanza il ricercatore dovrà  essere dotato di una posizione professionale (o profilo o qualifica) riconosciuta e spendibile in modo univoco presso i Paesi EU e presso quegli altri che si ispirano alla Carta  e al Framework.  Andrebbe perciò inserita una norma in base alla quale le Amministrazioni degli EPR – sentite, all’occorrenza, le organizzazioni sindacali rappresentative – a titolo di prima applicazione del “Framework for Research Careers” - stabiliscano quanto meno la griglia di corrispondenza tra le  posizioni contrattuali (profili, qualifiche, livelli) in atto nel settore della ricerca pubblica e i livelli professionali del “Framework”. Ma ancor più – quale raffinamento ulteriore di tale corrispondenza - gli EPR lavoro dovrebbero procedere ad applicare al singolo ricercatore o tecnologo il  livello del “Framework” che a lui compete sulla base delle sue qualificazioni professionali e del suo curriculum e non in base alla sua posizione contrattuale del momento,  dato  l’attuale contingentamento delle qualifiche e fasce retributive determinato essenzialmente da motivi di finanziamento e non di merito scientifico.
 
 
6) Specifiche disposizioni contrattuali
 
6.1. Risulta opportuno che i provvedimenti che verranno emanati contengano disposizioni di indirizzo, o vincolanti, riguardo a taluni profili del rapporto di lavoro o di collaborazione professionale. In particolare riguardo al trattamento della titolarità dei diritti di proprietà intellettuale e allo sfruttamento dei prodotti  dell'attività di ricerca, nonché quello relativo alla valorizzazione dei risultati.
 
6.2. Altri aspetti da trattare riguardano la definizione di una specifica responsabilità sociale del ricercatore riguardo all'utilizzo appropriato delle risorse finanziarie affidate alla sua gestione.
 
6.3. Altri aspetti riguardano la disciplina del diritto alla mobilità, alla formazione continua e ai congedi per motivi di studio.
 
 
7) Mobilità intracomunitaria
 
7.1.La griglia delle posizioni funzionali del “Framework” risulta essenziale per favorire la mobilità intracomunitaria dei ricercatori e tecnologi. La disciplina della mobilità dovrebbe esplicitare il criterio della  portabilità integrale del trattamento previdenziale e assistenziale (sia in entrata in Italia che in uscita).
 
 
8) Semplificazione delle norme di amministrazione
 
8.1. Per il ricercatore titolare di progetto e per l’Ente di Ricerca va confermato il ricorso alla normativa privatistica (codice civile e legislazione discendente) in materia di acquisti, appalti, regime di contabilità e di rendicontazione.
 
 
9) Regime fiscale:
 
9.1. Va esplicitato il principio che gli importi corrisposti ai giovani ricercatori per motivi di formazione precontrattuale (borse di studio), di norma   vanno esentati fiscalmente in ragione della loro funzione sociale. l
 
9.2. Va esplicitato il criterio che il progetto di ricerca intestato vuoi al ricercatore vuoi all’ente di ricerca è da considerarsi attività di impresa svolta non a fini di lucro, con gli effetti conseguenti ai fini del trattamento fiscale per entrambi i soggetti.
 
 
10) Portabilità del progetto di ricerca
 
10.1. Il ricercatore e tecnologo titolare del progetto ha il diritto di mantenerne la titolarità e la gestione . anche in caso di sua diversa dislocazione, per motivi di ricerca, in altra sede sia nazionale che comunitaria .
 
10.2. Il criterio si applicherebbe di norma anche agli spostamenti in sedi extracomunitarie, qualora non venga espresso il dissenso dell’eventuale controparte contraente .
 
10.3. In caso di successiva mobilità del ricercatore titolare, ove nulla previsto dal contratto che disciplina il progetto, si dovrebbero applicare le norme del Paese dell’Unione in cui il progetto stesso risulta incardinato. Sono fatte salve disposizioni diverse purché  adottate in accordo con i soggetti individuali o organismi coinvolti nella gestione di esso progetto.
 
 
11)  Attrattività delle istituzioni scientifiche italiane:
 
11.1. L’adozione della griglia delle posizioni funzionali del “Framework” risulta essenziale anche per elevare il grado di appetibilità delle istituzioni nazionali riguardo a ricercatori e tecnologi esteri.
 
 
12) Etica professionale e codice deontologico  di condotta:
 
12.1. Oltre a richiamare i  Principi generali di cui alla Sez. I della Carta  ( Principi etici; Responsabilità professionale) va considerata l'opportunità di inserire disposizioni specifiche di carattere deontologico (bio-etica; tutela ambientale, responsabilità sociale, ecc). .
 
 
13) Valutazione del ricercatore
 
13.1. Criteri e parametri di valutazione. Andrebbe inserito il criterio che - riguardo alla valutazione dei ricercatori e tecnologi  e in generale al  “tenure track”- vengano adottati i criteri e parametri maggiormente adottati presso il mercato internazionale della ricerca. In particolare andrebbe esplicitato che la valutazione - oltre alle pubblicazioni e docenze, come già generalmente già praticato –  deve tener conto, delle attività rivolte al trasferimento tecnologico; della capacità del ricercatore e tecnologo di attrarre  finanziamenti e collaboratori qualificati; della capacità e delle  attività di comunicazione sociale riguardo al proprio lavoro, sia ai fini di visibilità sia ai fini di responsabilità trasparente;  delle attività di supporto tecnico-scientifico alle strutture e amministrazioni aventi finalità sociali e/o produttive; delle attività organizzative e di governo di gruppi di collaboratori e di istituti di ricerca.